BERGEN BELSEN

La scritta posta dagli alleati dopo la lierazione del campo nel ricordo dei 10000 cadaveri trovati e delle successive 13000 vittime morte poi.

Il campo di Bergen-Belsen, Situato nella bassa Sassonia, a sud-est della città di Bergen, vicino a Celle, fu aperto per la prima volta nel 1940 come campo per prigionieri di guerra. Tra il 1943 e il 1945 si stima che circa 50 000 persone morirono nel campo, di cui oltre 35 000 di tifo nei primi cinque mesi del 1945 dovuta al sovraffollamento: il campo progettato per 10.000 persone arrivò ad ospitarne nel 1945 circa 60.000.


Bergen-Belsen fu bruciato con i lanciafiamme dagli inglesi stessi per combattere l'epidemia di tifo e l'infestazione da pidocchi.
In questo campo morirono Anna Frank e la sorella Margot, ed il pittore e scrittore Josef Čapek; vi fu detenuto anche il giovane Jona Oberski, che però si salvò.

Fu l'ultimo campo liberato dagli alleati. Qui furono concentrati migliaia di deportati trascinati via dai tedeschi durante la ritirata. Si sa che verso la fine della guerra i deportati dovettero affrontare le cossiddette "marce della morte". BB fu il capolinea di questo esodo forzato e mortale che i tedeschi attuarono per proteggere la loro ritirata e cancellare i testimoni dei loro misfatti.

Molte donne della Venezia Giulia furono trascinate in queste campo proveniente da Ravensbruck. Diverse sono le testimonianze raccolte in proposito.

 

 

Suggerimenti Bibliografici. Oltre al noto libro di Bruzzone Annamaria e Lidia Rolfi, Le donne di Ravensbruck, ricordiamo a livello locale, la testimonianza di Marta Ascoli che ha scritto un libro sulla deportazione ad Auschwitz in quanto ebrea (Auschwitz è di tutti). Nella parte finale del suo libro dedica una ampia testimonianza sulla sua permanenza a BB dopo la marcia della morte.

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