BUCHENWALD

Tra il 1937 e il 1945 Buchenwald fu uno dei più importanti campi di concentramento e di sterminio nazisti situato sul suolo tedesco. In totale furono internati in questo campo di concentramento circa 250.000 uomini provenienti da tutti i paesi europei. Il numero totale delle vittime è stimato in circa 56.000, di cui 11.000 ebrei.


Ebrei e Zingari venivano trasportati da Buchenwald ai campi più a est, per il loro sterminio. Quando più tardi questi campi vennero liberati dall'armata sovietica, i deportati vennero ammassati a Buchenwald.

Gli alleati liberarono Buchenwald l'11 aprile 1945 quando già era in mano degli stessi deportati e un comitato clandestino internazionale ne gestiva democraticamente la vita. I soldati della Terza Divisione dell'U.S. Army vi trovarono oltre 20.000 persone, tra cui 4.000 Ebrei.

Il campo di Buchenwald vide una potente organizzazione interna clandestina contro i nazisti, il cosiddetto Comitato Internazionale. Un parte decisiva la ricoprirono i deportati di origine spagnola legati ancora alla guerra civile spagnola. Molti italiani antifascisti agirono in questo comitato e riuscirono ad organizzare varie attività: sostituire i nominativi dei trasporti, organizzare una radio clanestina, attuare soccorsi per i compagni più bisognosi ecc. Ricordiamo ancora che in questo campo furono attuate sperimentazioni mediche e il macabro impiego delle teste dei deportati e della loro pelle come funerei arredi domestici. (Krammer)

Buchenwald essendo stata liberata dai deportati stessi non ha subito la distruzione dei documenti che di solito faceva seguito all'abbandono del campo da parte dei nazisti. E' noto che gran parte dei documenti per il processo di Norimberga vengono dall'archivio salvato di Buchenwald.

Buchenwald è uno dei pochi se non l'unico liberato dai deportati prima arrvo degli alleati. qui i deportati stesero il documento che li impegnava in un giuramento solenne che cio che era accaduto non dovesse mai più avvenire: " Lotteremo fino a quando l'ultimo colpevole non sarà portato davanti al giudizio del popolo. La nostra parola d'ordine è la distruzione del nazismo dalle sue radici. Il nostro obiettivo è quello di costruire un mondo nuovo di pace e libertà. Questa è la nostra responsabilità verso i nostri amici assassinati ei loro familiari. " . (liberamente tradotto da http://en.wikipedia.org/wiki/Buchenwald_Resistance ). Un volta letto ad alta voce tutti i prigionieri alzando la mano e dissero: "Lo giuro".

 

Suggerimenti Bibliografici. Deportato a Buchenwald, esponente del partito d'azione, originario di Pirano d'Istria, Alberto Berti, Viaggio nel pianeta nazista, offre una testimonianza diretta e molto documentata sulla vita del campo.

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